Iniziano le attività che vedono in azione Deafal e l’AOR nel progetto X-farm

 

XFarm a San Vito dei Normanni (Br) è una splendida realtà agricolo-sociale composta da tanti giovani e fatta di progetti legati alla rinascita del territorio e alla lotta alla criminalità. L’azienda agricola, gestita dalla cooperativa sociale “Qualcosa di diverso” sorge su 60 ettari strappati alla mafia di cui 50 sono impianti intensivi di oliveto e 10 di vigneti a tendone.

Le azioni che svolgeremo, assieme a un nutrito gruppo di partner con competenze complementari, all’interno di un progetto che durerà 4 anni.

Un tempo i terreni erano di un imprenditore Sanvitese e nonostante l’abbandono e la scarsa produttività dell’ultimo decennio, Marco Notarnicola, presidente della cooperativa, ha  voluto scommettere sul progetto e attraverso forme di socialità, aggregazione e nuove economie sta dando nuova linfa con l’idea di far diventare questo luogo un’oasi per la comunità.

Nell’Agricoltura Organica e Rigenerativa Marco vede la rampa di lancio che farà decollare l’uliveto ed è per questo che ha deciso di affidarci la sfida iniziale di rigenerare questo territorio. L’obiettivo è ripristinare la produzione degli oliveti in breve termine, diventare contenitore per pratiche alternative e raggiungere la sostenibilità in modo da diventare fonte futura di attività lavorative per i giovani locali.

Qui, le pratiche tradizionali puntano a garantire il mantenimento dell’umidità nel sottosuolo con continue lavorazioni e conseguente ossidazione dei primi strati di suolo. Purtroppo, il susseguirsi di queste pratiche, anno dopo anno, ha determinato un forte inaridimento e un importante depauperamento della fertilità del suolo. Alla visione comune di mantenere “pulito” con conseguente eliminazione di ogni forma vegetale crescente, cercheremo di contrapporre concetti e pratiche innovative come sovesci, inerbimenti, reintroduzione degli animali, recupero degli scarti e compostaggi. Infine, con potature rispettose della fisiologia dell’olivo e la corretta nutrizione del suolo, cercheremo di aumentare drasticamente la messa a fiore delle branchette e, se Xylella non ci guasterà la festa, dovremmo assicurare un raddoppio di produzione per l’annata 2022/2023.

Nel 2019 intanto, è arrivato il primo prodotto di produzione propria: l’olio EVO in bottiglia dal nome “Manifesto”. Alle buone pratiche nell’oliveto accosteremo anche un importante cambiamento nella gestione del vigneto. Anche qui purtroppo, è  si è sempre praticata una lavorazione costante dello strato superficiale e la scelta degli interventi fitosanitari è spesso avvenuta a calendario con conseguente sovradosaggio di rame e zolfo.

Altre progettazioni riguarderanno anche la parte orticola sociale e l’introduzione di un sistema agroforestale in  sostituzione di un impianto olivicolo ormai in senescenza.

Così facendo ci auguriamo che tutte le produzioni miglioreranno sia quantitativamente che qualitativamente.